Grande interesse per le Cene Social

Autonomi, curiosi, pronti a condividere anche con estranei l’incontro con l’alta cucina di chef stellati.

Così appaiono i frequentatori delle cene social, con chef di grande appeal. E’ l’ultima tendenza nelle città italiane – Roma, Milano e Torino in particolare – dove impazzano i temporary restaurant, ex spazi industriali o sociali, mense e dopolavori che saltuariamente ospitano incontri a tema food.

Dall’esperienza londinese del CoSoho, con dimostrazioni ‘live’ dell’arte culinaria di cuochi di primo ordine e innovativi nelle ricette e nelle tecnologie ai fuochi, a Roma prende spunto Cohouse che, nell’ex mensa dei ferrovieri sulla Casilina Vecchia, tra binari e resti di acquedotti romani, per tre giorni la settimana mette in cartellone incontri tra grandi chef e giovani.

Da sottolineare anche il ciclo di “Cene clandestine”, preannunciate con un tam-tam sul telefonino, dove si portano tovagliette e centrotavola da casa per mescolare tutto in incontri a tavola con cuochi, designer e artigiani del gusto provenienti da tutta Italia. Consolidano più esplicitamente i principi della sharing economy i 15 “social restaurant” a Torino, Roma, Milano e Lombardia che diventeranno oltre 50 entro marzo.

La piattaforma food dedicata al social eating spinge anche i single o chi viaggia per lavoro a pranzare o cenare al ristorante, ma a tavola con persone sconosciute. “Ancora una volta il cibo diventa veicolo di innovazione, condivisione e sperimentazione, dove il ristoratore può inserire sulla piattaforma la propria proposta, con menu dedicato, prezzo stabilito e posti disponibili in un tavolo riservato. Con un click, gli utenti del social eating potranno prenotare la cena e sedersi a tavola con nuovi amici.

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