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Ius osculi

Molte le fonti letterarie ad illuminarci sul vino di epoche lontane.  Dai Greci ai Romani il vino è stato sempre apprezzato cogliendo gli aspetti positivi. Ma la vera curiosità è lo ius osculi, alle donne era vietato bere il vino, pena la morte, e poteva essere uccisa da un proprio parente senza nessun processo pubblico. Il marito poteva controllare, baciando la propria consorte se avesse bevuto vino. In caso di colpevolezza “beverina” come dicevo i parenti fino al sesto grado avevano il diritto di punire con la morte la colpevole, in quanto si riteneva che il vino potesse portare all’adulterio. Alle donne era permesso solo dulcia, probabilmente l’attuale rosolio, non a caso ancora oggi è considerata bevanda tipicamente femminile.

Da Socrate ” ll vino ammollisce e tempera lo spirito e induce gli affanni della mente ad assopirsi ravviva la nostra gioia e alimenta la fiamma della vita quando vacilla.Se beviamo con temperanza e piccoli sorsi il vino stilla nei nostri polmoni come la più dolce rugiada del mattino. È allora che il vino invece di fare violenza alla nostra ragione ci invita garbatamente a una piacevole allegria”.

   Sabrina Di Costanzo

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